Il 16 settembre 2019, Carlton & United Breweries (CUB), il più grande birrificio australiano fondato a Melbourne all’inizio del XIX secolo e recentemente entrato a far parte del gruppo Asahi (l’acquisizione da AB InBev è ancora sottoposta alla decisione delle autorità sulla concorrenza), ha annunciato di avere comprato Riot Wine. Quest’ultima azienda, anch’essa australiana, produce dal 2016 vino di qualità nella McLaren Vale (South Australia), per commercializzarlo, con buoni risultati, esclusivamente in lattina e in fusti.

Non si conoscono ancora i dettagli economici dell’operazione ma è evidente che grazie a questa partnership Riot Wine potrà beneficiare delle capacità d’investimento e della rete di vendita di CUB. Al birrificio invece gioverà il fatto di entrare con forza in un settore fortemente innovativo e in crescita, quello del vino in contenitori alternativi, di cui Riot Wine è leader riconosciuto in Australia. La collaborazione tra le due aziende è stata presentata inoltre con una veste di sostenibilità, oltre che di risposta alle attuali tendenze di consumo. Dalla sua fondazione, infatti, Riot Wine rivendica la sostenibilità della vendita di vino in lattina e in fusto, mentre CUB ha annunciato a marzo scorso di volere sostituire gli anelli in plastica per il confezionamento dei pacchi da sei lattine con un packaging in cartone (una scelta simile è stata fatta anche da Carlsberg, ne parlammo qui) e sta inoltre puntando sulla produzione di birra analcolica e a bassa gradazione, prodotti questi sempre più richiesti nel mercato australiano. Si aggiunga infine che l’acquisizione di Riot Wine segue un’altra importante operazione di espansione in South Australia del gruppo CUB, e cioè la costruzione lo scorso anno del birrificio Pirate Life ad Adelaide.

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